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My most significant memories concern the installation of the landline phone at home and the start of television programs (first half of the fifties) and, subsequently, the Internet and e-mail (eighties / nineties).

• My first call

I remember with emotion my first call, not automatically but through a receptionist. Since then they changed the patterns of relationship between people, in the past by sending notes or letters, or by going in person to home. Implicitly there was more social control, with the telephone began a process of ‘liberation’ of individuals, who could relate without mediation. This also changed the relationships in the families, in the couple and with the children, until the total revolution of the cell phone, which allows a seamless connection always, anywhere and with anyone.

The television

For me, who lived in a small town in Sicily, it was like an eye on the world. Then the TV was not common in homes, it was in clubs or bars. I still remember the amazement of many in seeing cars and furs in a film about Moscow: we thought that in the Soviet Union there were no cars or even fur! The television, which at the time had the face of Mike Bongiorno immediately became a mass phenomenon, on Thursday evening – during “Lascia o Raddoppia” show, streets and squares were emptied, the cinemas interrupted the program because the spectators could follow on a big screen Mike’s program.

Television, as claimed by Tullio De Mauro in a 1963 book (Laterza, Linguistic History of Unified Italy) encouraged the linguistic unification of the country, not only with entertainment programs, but also with the TG (then ‘read’ as a speaker, not by journalists) and the great scripted novels and theatrical works on Friday.

• Internet and e-mail

Already in the eighties, I was especially amazed at the possibility of sending and receiving letters, photos and documents in real time. Compared to the transmission of the voice with the phone, the news was the transmission of the image, digital photography, the ability to reproduce documents in pdf, by cutting distances in every sense, excluding physical contact. What strikes me most in this field is the revolution in the dissemination of news: the printed paper today is only an option. I still remember – first sixties – the first high school magazines, which we directly edited the printing press, correcting the drafts of the articles hand-made by the printer. Today, spreading one’s ideas is infinitely simpler. Perhaps too much!

C.B. from Italy

Sharing Europe from Florence started to collect memories from local citizens interested in the project activities. We asked participants to “write a message in a bottle” for the future, by sharing a relevant story for them.

Original version [Italian]

I miei ricordi più significativi riguardano l’installazione del telefono fisso in casa e l’inizio dei programmi televisivi (prima metà degli anni cinquanta) e, successivamente, internet e la posta elettronica (anni ottanta/novanta).

  • La mia prima telefonata Ricordo con emozione la mia prima telefonata, non in automatico ma attraverso una centralinista. Da allora cambiarono i modelli di relazione tra le persone, prima si comunicava inviando bigliettini o lettere, o recandosi di persona nelle case altrui. Implicitamente c’era un maggiore controllo sociale, con il telefono iniziò un processo di ‘liberazione’ dei singoli, che potevano relazionarsi senza mediazioni. Questo cambiava anche i rapporti nelle famiglie, nella coppia e con i figli, sino alla rivoluzione totale del cellulare, consenteeun collegamento senza soluzione di continuità sempre, dovunque e con chiunque.
  • La televisione Per me che abitavo in un piccolo paese della Sicilia, fu come un occhio aperto sul mondo. Allora il televisore non era diffuso nelle case, si trovava nei circoli o nei bar. Ricordo ancora lo stupore di molti nel vedere automobili e pellicce in un filmato del telegiornale su Mosca: pensavano che nell’allora Unione sovietica non ci fossero auto e neppure pellicce! La televisione, che allora aveva il volto di Mike Bongiorno diventò subito un fenomeno di massa, il giovedì sera -in contemporanea con Lascia o Raddoppia- strade e piazze si svuotavano, i cinema, interrompevano la programmazione perché gli spettatori potessero seguire su un grande schermo il programma di Mike. La televisione, come sostenuto da Tullio De Mauro in un libro del 1963 (Laterza, Storia linguistica dell’Italia unita) favorì l’unificazione linguistica del paese, non solo con i programmi di intrattenimento, ma anche con i TG (allora ‘letti’ da speaker, non dai giornalisti) e i grandi romanzi sceneggiati e le opere teatrali del venerdì.
  • Internet e Posta elettronica Già negli anni ottanta mi stupì soprattutto la possibilità di inviare e ricevere in tempo reale lettere, foto, documenti. Rispetto alla trasmissione della voce con il telefono, la novità erano la trasmissione dell’immagine, prima ferma poi in movimento, la fotografia digitale, la possibilità di riprodurre documenti in pdf, in un certo senso l’azzeramento delle distanze in tutti i sensi, escluso il contatto fisico. Quello che più mi colpisce in questo campo è la rivoluzione nella diffusione delle notizie e che la carta stampata oggi sia solo una opzione. Ricordo ancora –primi anni sessanta- il primo giornalini del liceo, di cui curammo direttamente la stampa in tipografia, correggendo le bozze degli articoli composti a man.

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